Economia e turismo29 gennaio 2019

Il turismo, ai tempi dell’URSS – parte I (1918-1970)

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Il turismo, ai tempi dell’URSS – parte I (1918-1970)

L’assenza di studi sul turismo ai tempi dell’Unione Sovietica è poco spiegabile a fronte dell’importanza che questo settore ha avuto nella vita economica di questo Paese.

Il turismo in URSS (parola impropria in quanto in ambito russo indica specificamente attività di escursionismo nella natura), come per gli altri settori, doveva rispondere ai principi di propaganda del regime che lo usava come mezzo per controllare le masse: di fatto fu utilizzato per intrattenere, sorvegliare e allo stesso tempo educare le masse allo studio dei valori culturali della nazione.

Nell’Unione Sovietica il turismo si afferma come un settore in evoluzione: in un Paese chiuso per tutti, ma non per questo meno attraente, fare turismo non era così semplice.

Nel 1920 venne fondato uno dei primi enti che si occupava di promuovere ed organizzare le escursioni per il proletariato: l’Ufficio Congiunto per le Lezioni e le Escursioni, un organismo costituito da gruppi volontari. Con l’aumento dell’interesse per il turismo vennero prese specifiche misure per sviluppare il settore: tra i principali problemi, la necessità di disporre di figure professionali idonee a guidare i turisti.

I primi a ricoprire questa funzione furono gli attivisti del Komsomol (Unione Comunista della Gioventù), costituita già nel 1918 come organo giovane del partito comunista. Il fine del governo era di centralizzare il turismo: vennero realizzate le necessarie strutture sui siti da visitare e si crearono corsi per istruire le nuove guide turistiche di cui c’era necessità.   

Dal 1925 al 1928 venne creata la società governativa “Turisti Sovietici” (SovTur) che organizzava viaggi e gite a lunga percorrenza su treni e battelli, su percorsi predeterminati, a scopo educativo e conoscitivo della storia e della natura del luogo.   

Nel 1927 il Komsomol avanza l’idea di incoraggiare il turismo di massa: diffuso tra la popolazione, sarebbe servito ad aumentare il livello culturale dei giovani. I dirigenti decisero di far rinascere la società ROT (Touring Club Russo), sospesa a causa della Prima Guerra Mondiale e sostituita poi da un nuovo ente nominato OPTE (Società Proletaria per il Turismo e le Escursioni) o semplicemente OPT.   

Nel 1929 venne fondata anche la società per azioni per il commercio estero e il turismo “Intourist” con il compito di agevolare e gestire lo sviluppo del turismo in entrata e in uscita. All’inizio degli anni Trenta il turismo divenne effettivamente di massa: il flusso dei turisti era molto cresciuto, pertanto divenne importante istruire nuove figure professionali qualificate per l’attività di guida turistica.   

Nel 1936 l’OPT venne chiusa e tutte le sue proprietà e attività vennero trasferite in una nuova società, la TEU (Gestione del Turismo e delle Escursioni) che si occupava in pratica delle stesse attività. Il controllo dello Stato su questo settore divenne sempre più stringente, in linea con gli eventi storici che stavano per accadere. Durante la Seconda Guerra Mondiale le attività della TEU vennero congelate e molte strutture vennero saccheggiate o distrutte.

Le attività turistiche ripresero nel 1945: i nuovi dirigenti ebbero il difficile compito di risollevare il settore e creare le condizioni per il suo sviluppo. Il processo, tuttavia, fu molto lento: dopo la morte di Stalin nel 1953, l’URSS per alleviare le tensioni internazionali iniziò ad aprirsi gradualmente alle relazioni internazionali.

Nel giugno del 1958, al fine di incentivare la mobilità giovanile, venne costituito l’Ufficio Internazionale della Gioventù (Sputnik): si iniziarono così a muovere i primi passi verso l’apertura del turismo in uscita. Malgrado ciò tra il 1960 e il 1970 solo lo 0,4% dei cittadini sovietici aveva viaggiato all’estero. In questo periodo, le escursioni nel fine settimana e nei giorni festivi divennero la prassi: il turismo centralizzato e pianificato divenne una delle forme di ricreazione più popolari in URSS.

A partire dagli anni Settanta lo sviluppo del turismo venne regolato attraverso i piani quinquennali o decennali approvati dall’autorità del turismo: soggetti a stretti controlli sulla qualità, essi dovevano essere utilizzati come base per lo sviluppo futuro del settore e come mezzo di influenza per le generazioni future.

Carlo Policano

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