Luoghi09 luglio 2019

Codrii, la foresta sacra della Moldova

Può essere annoverata tra i tesori nazionali per la ricchezza della sua biodiversità

Codrii, la foresta sacra della Moldova

E’ la più grande ricchezza naturale della Moldova, un vero polmone verde, presente spesso nell’immaginario collettivo, nella letteratura, nel folklore come nella storia di questo popolo, circondato ai margini da alcuni tra i monasteri più belli e antichi (tra il XIV e XVIII secolo) della Nazione: Vărzărești, Căpriana, Hâncu, Hîrbovăț, Curchi, Condriţa e Ţigăneşti.

La “Riserva Scientifica dei Codri”, la più antica foresta sul territorio del Paese, rappresenta la parte orientale dell'area boschiva dell'Europa centrale (denominata genericamente Codrii), un fenomeno naturale unico: il territorio, che si trova a circa 50 km dalla capitale Chişinău, ha un carattere “montano” e occupa 5.176 ettari di terreno coperto da boschi.

La storia di questa “Riserva Naturale” è cominciata a inizio secolo, prima ancora della sua istituzione: le attività di conservazione delle biodiversità furono intraprese già nel 1926, grazie ad alcuni membri della “Societăţii Experimentatorilor şi Iubitorilor Naturii din Basarabia” che hanno proposto di salvaguardare 13 ettari di preziose aree forestali, compresi tra Capriana e Lozova.

Il primo a proporre l’istituzione del Parco fu Alexandru Borza, botanico, che propose di proteggere alcune preziose zone delle foreste che furono dichiarate monumenti della natura della Bessarabia con la decisione del Consiglio dei Ministri della Romania del 19 luglio 1937.

Con la legge sulla conservazione della natura e sull’uso razionale delle risorse naturali del Paese, adottata dal Consiglio dei Ministri della MSSR nel gennaio 1959, si decise di salvaguardare tre diversi obiettivi forestali: Căpriana, Lozova e Rădenii Vechi.

Il 27 settembre 1971 è stata creata la prima Riserva dello Stato al fine di proteggere il paesaggio naturale tipico della parte centrale della Moldova per una superficie totale complessiva di 2.740 ettari, consolidando 723 ettari di aree già strettamente protette. L’Accademia delle Scienze fu designata in qualità di responsabile delle ricerche scientifiche sul territorio della riserva. Tra il 1971 e il 1981, la superficie della riserva ha subito importanti cambiamenti nella direzione della sua espansione. Così nel 1975 sono stati aggiunti 2.272 ettari del distretto forestale di Lozova portando il territorio della riserva alla sua estensione attuale. Le condizioni che caratterizzano territorialmente l’altopiano centrale hanno contribuito alla formazione della diversità vegetale e animale, la cui protezione e conservazione rappresenta lo scopo e il compito essenziale di questa riserva scientifica e naturale.

Il territorio della riserva è diviso fondamentalmente in tre aree: l’area rigorosamente protetta (720 ha), nucleo della riserva, è l'habitat dove vivono specie animali rare e piante di valore universale in termini di conservazione. Qualsiasi tipo di attività è vietata, ad eccezione della ricerca scientifica e protettiva. Qui l'uomo rimane semplice osservatore e non influenza i processi naturali. La seconda area è denominata zona tampone (4.445,8 ha), circonda l’area protetta svolgendo la funzione di limitare l'impatto dell’attività umana. Richiede ricostruzioni ecologiche per lo sviluppo degli ecosistemi naturali. L’ultima zona è l’area di transizione (12.300 ha) che comprende territori fino a 2 km attorno alla zona tampone e rappresenta un enorme terreno agricolo, consentendo attività economiche che non contraddicano la salvaguardia dell’ecosistema.

In pratica l'intera area della riserva è coperta da foreste: quasi 1.000 varietà di piante protette, la metà della flora caratteristica per la Moldova. Le aree più grandi sono occupate da boschi misti di querce, carpino, tiglio, frassino, acero. Meno comuni sono le foreste di farnia e faggio: sono quasi 90 le specie rare o minacciate.

Nella parte occidentale dei Codri si trova il punto più alto (429,5 m) vicino al villaggio di Bălănești (Nisporeni). Il rilievo è complicato, con creste ondulate, solcato da profonde valli. La rete idrologica è diversificata e consiste in tre fiumi che sfociano nel Nistru: Botna, Cogâlnic e Bâc, la cui lunghezza totale raggiunge i 27 km.

L'accesso al suo territorio avviene sulla base di un permesso ed unicamente nell’area di transizione: nel territorio esiste una stazione meteorologica e un “Museo della Natura”, che è vicino al villaggio di Lozova.

Carlo Policano

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