Da qualche anno la Moldova è a un bivio, geograficamente, politicamente ed economicamente: stretta tra due poli di attrazione, a est e a ovest, con avvicinamenti, a una o all'altra parte, che comportano delle reazioni che si riflettono inevitabilmente sulla propria economia.
La transizione economica è quella tipica della maggior parte delle terre post-comuniste, in cui il cambiamento e l'adattamento sono processi lenti e complessi: dopo il crollo dell'URSS e la dichiarazione di indipendenza del 1991, la Moldova ha sperimentato una recessione economica significativa.
La firma dell'Accordo con l’U.E. e la liberalizzazione dei visti hanno rappresentato una dimostrazione dei rapporti sempre più stretti tra Moldova ed Europa.
Ma la storia, la posizione geografica, la irrisolta questione della Transnistria, nonché gli stretti legami economici con la Russia, inducono il Paese a mantenere forti rapporti anche con lo spazio politico ed economico ex sovietico.
La Moldova è un paese prevalentemente agricolo.
L’attività industriale ruota sulla lavorazione della materia prima agricola oltre che sull'industria leggera.
Tra i settori più dinamici spicca quello inerente la tecnologia delle comunicazioni informatiche: la Moldova ha una delle più elevate velocità di connessione a Internet nel mondo.
Le maggiori opportunità di sviluppo sono rappresentati dalla prossimità geografica con i paesi dell'Unione Europea, che hanno una elevata richiesta di prodotti alimentari di alta qualità. Al fine di sfruttare appieno le potenzialità del settore agroalimentare, per incrementare la competitività della produzione, sono necessari investimenti ed assistenza tecnica dall'estero.
Cruciali sono gli sforzi della Moldova per aumentare gli standard qualitativi, per applicare all'agricoltura moderni sistemi di management e per allineare la normativa a quella dei Paesi dell’Unione.
Per gli investitori del settore industriale, la Moldova offre ottime condizioni nei Parchi Industriali e nelle Zone Economiche Libere, con incentivi fiscali ed amministrativi, sostegno da parte del Governo e regimi di commercio libero.
Attualmente, il modello di crescita della Moldova non è sostenibile nel tempo perché basato sulle rimesse e sulle importazioni: il peso delle rimesse è quasi pari ad un terzo del PIL e la capacità di spesa interna dipende dal denaro che proviene dall’estero. L’industria locale, con l’eccezione del settore agro-alimentare, non assicura una crescita adeguata per mutare questo trend.
È un modello difettoso: si esporta forza lavoro e non beni e servizi.
Gli ultimi due anni sono stati difficili a livello economico e politico: frodi nel settore bancario, embarghi, gravi problemi di governance, rallentamento della crescita economica, sospensione del sostegno al bilancio dai partner internazionali, sono tra le cause delle difficoltà economiche attuali.
Le prospettive macroeconomiche della Moldova rimangono vulnerabili, ma le recenti misure di aggiustamento, associate alla prospettiva di una ripresa del sostegno dei donatori stranieri, stanno aiutando il Paese a riacquistare una certa stabilità.



















