Se facciamo riferimento alle descrizioni più comuni utilizzate dai media nei confronti della Moldova, verremo a sapere che quella piccola porzione di terra incastonata tra Romania e Ucraina non solo è tra gli stati più piccoli d’Europa, ma che esso contiene – come se non bastasse – un “buco nero” al suo interno, la Transnistria, dal 1990 stato indipendente de facto, ma non riconosciuto a livello internazionale.
In qualsiasi verso si volti la cartina geopolitica europea, inoltre, la Moldova si è sempre trovata al crocevia di potenze esterne: da occidente (la Romania e successivamente l'Ue), da meridione (l’Impero Ottomano) e da oriente (la Russia zarista, sovietica e democratica).
Ai margini dell'Unione Europea, così come era stata l’ultimo bastione occidentale dell'Unione Sovietica, è una terra di periferia in termini non solo strategico-politici ma anche economico-produttivi, dal terreno fertile ma privo di risorse naturali.
La Moldova è il Paese europeo turisticamente meno frequentato, a livello mondiale lo troviamo in fondo alla lista tra le Isole Solomon e le isole Marshall.
Visitare la Moldova con questo spirito e con questo tipo di informazioni potrebbe servire a poco o a niente: per quanto apprezzabili possano essere alcuni monumenti o luoghi, avremmo una visione certamente limitata della nostra esperienza.
L’errore più grossolano sarebbe quello di visitare, giudicare e confrontare le nostre esperienze in questo Paese con i parametri turistici standard: la Moldova è un Paese che sfugge ad ogni tipo di classificazione.
Prima ancora di uno spazio fisico, poco definibile, la Moldova è un spazio chiuso in sé stesso, oggi forse meno isolato di quanto lo sia stato durante il periodo sovietico. Ma è un luogo dalle sensazioni opposte, a volte aspre, a volte ricche di quell'umanità che ti toglie il respiro, un luogo con una doppia identità, dove il tempo ha una dimensione lenta, quasi immobile, come il paesaggio che ti circonda.
Il nostro scopo è quello di cercare, in qualche modo, di raccontare lo “spirito” dei luoghi più caratteristici del Paese, attraverso le loro storie. Luoghi non necessariamente turistici, anzi, spesso luoghi “banali” dove un turista “classico”non andrebbe mai, ma che distinguono la Moldova da tutti gli altri Paesi.
C’è una forma di attenzione ai luoghi, una ricerca della “coscienza del luogo”, indagato per mezzo della nostra emozione, qualcosa che supera le divisioni delle discipline scientifiche, uno sguardo che va oltre i territori.
Scopriremo una Moldova, interna e provvisoria, raccontata nella sua vita quotidiana, “una sorta di esplorazione di luoghi che non hanno avuto la sventura del successo”. Anche se per la verità qualcosa sta cambiando: vini, cultura, folklore e tradizione rurale ne stanno facendo una tra le destinazioni emergenti.




















