Tradizioni e cultura24 dicembre 2019

La magia delle festività invernali in Moldova

Le festività invernali occupano un posto speciale nel cuore dei moldavi, tra tradizioni popolari e usanze, tramandate da una generazione all'altra

La magia delle festività invernali in Moldova

Il popolo moldavo ha ricche tradizioni popolari che conferiscono alla loro cultura un carattere “unico”: le feste invernali iniziano nel giorno di Sant'Andrea (13 dicembre) e terminano con quello di San Giovanni (20 gennaio). Si tratta di una mescolanza di tradizioni e usanze, alcune originarie del periodo pre-cristiano, che danno un fascino speciale alla stagione fredda, impregnandole di gioia e felicità, ma anche di esperienze spirituali e riti misteriosi. Di seguito un piccolo promemoria.           

Sant'Andrea, colui che ha diffuso il Vangelo in alcune parti della Tracia e della Scizia, è una festività religiosa durante la quale si svolgono una serie di pratiche tradizionali (alcuni provenienti dai daci), come lo sfregamento delle porte e delle finestre con aglio (per non far entrare gli spiriti maligni), mettendo il grano a germogliare (per fare le previsioni circa il raccolto per il prossimo anno) e alcuni rituali realizzati dalle giovani ragazze per vedere nel sonno l’uomo predestinato.

San Nicola (19 dicembre), considerato il protettore dei poveri, è stato trasformato nel corso del tempo in “Moş Nicolae”, che porta doni ai bambini mettendole nelle calze appese dove Moş Nicolae metterà i regali. Per coloro che non sono stati buoni, Moş Nicolae porterà un "verga", che, nel tempo, ha acquisito anch’essa lo status di giocattolo. Segue la festa cristiana più importante dell’inverno, che è il Natale (la Natività), preceduta dalla Vigilia (il 24 dicembre). La mattina di questo giorno (in alcune zone la sera prima), i gruppi di bambini vanno di casa in casa a cantare le canzoni natalizie. In cambio i bambini ricevono “covrigi”, “colaci”, dolci, mele, noci e ogni sorta di altri doni. Oltre ai gruppi di bambini, ci sono anche i sacerdoti che vanno in ogni casa, con le icone nelle mani, a benedire con acqua santa e a portare la santa notizia alle persone, attraverso il canto "La nascita di Gesù Cristo".

Nella vigilia di Natale si decora l’albero di Natale e si preparano i regali che verranno portati da Babbo Natale, che "entrerà dal camino con il sacco pieno di doni". I canti natalizi risuonano in tutto il paese come una grande gioia e benedizione per i cristiani, creando un'atmosfera piena di spirito e mistero, ma anche di gioia e di benessere. I bambini, in piccoli gruppi, portano la Stella, il simbolo che ha guidato i “Re Magi” dall'Oriente alla ricerca di Gesù Bambino.

Si arriva così alla festa invernale più attesa, l’Anno Nuovo. I ricercatori vedono nelle tradizioni popolari che si svolgono in questo periodo i rituali di rinnovamento simbolico del mondo, la caccia dei spiriti maligni o un presagio. Un complesso di cerimonie e superstizioni che fanno sì che questo periodo dell'anno sia uno dei più ricchi in tradizioni popolari, un periodo di transizione tra due cicli di vegetazione o di lavoro, la cui l’inizio è l’Anno Nuovo. 

Così come il Natale è dominato dai canti natalizi, l’Anno Nuovo è segnato da riti secolari denominati "urături", realizzati attraverso diversi cerimonie popolari: Pluguşorul, Sorcova, Buhaiul, Vasilca, giochi di mimica con delle maschere che raffigurano animali (la Capra, l’Orso, il Caluş, il Cerbiatto, l’Ariete, il Gallo), o caratteri contadini. Non mancano le colinde, che ora hanno un altro ruolo, che è quello dell’annunciazione dell’arrivo dell'anno.   

L’apice dei festeggiamenti dunque è il Capodanno. Festa laica, ricca di pasti abbondanti e intrattenimento speciale. Il giorno successivo, i bambini con delle bellissime “sorcove”, portano gli auguri alla gente: "Să trăiţi/ să-nfloriţi/ ca merii, / ca perii, / în mijlocul verii, / ca toamna cea bogată / de toate îndestulată! La anul și la mulți ani!".

Poi arriva il Natale ortodosso (7 gennaio), stile vecchio, l’Epifania. Prima di Natale si tiene un digiuno di 6 settimane. Sulla tavola di Natale ci sono cozonac, sarmale, răcituri, salsicce di maiale e vino rosso, e anche la mamaliga.

Il 14 gennaio, i cristiani ortodossi è San Basilio (Capodanno, stile vecchio). Secondo la tradizione, alla vigilia di San Basilio, i giovani mascherati a "Capra" o "Pluguşorul", iniziano a portare in tutte le case i canti, le "urături". Le casalinghe si preparano in tempo per salutare i loro ospiti con tutto il meglio, dolci, mele e, ultimo ma non meno importante, denaro. La mattina del 14 gennaio, i bambini vanno a Semănatul o Sorcova, lanciando chicchi di grano, germogli di soia, avena e benedicendo la famiglia. I semi, gettati nel cortile o nella casa, simboleggiano la fede in un anno più prospero e frutta ricca.

Segue il 19 gennaio, Battesimo del Signore (Boboteaza). È una festa religiosa, i sacerdoti benedicono l’acqua santa con cui spruzzeranno case, oggetti, animali.

Il ciclo delle feste invernali si conclude con la festa di San Giovanni Battista (20 gennaio), che battezzò Gesù Cristo nelle acque del Giordano. Si dice che la mattina di San Giovanni le persone debbano essere benedetti con acqua santa, per essere protette dalle malattie durante tutto l'anno. Inoltre, secondo la tradizione popolare, si dice che dopo San Giovanni "termina il freddo", cioè le temperature iniziano a essere più miti.

Carlo Policano / Svetlana Moțpan

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