Enogastronomia24 maggio 2019

L’Aligoté e la rivoluzione di Constantin Mimi – Parte I

Il ruolo poco conosciuto di un personaggio unico nella storia della viticoltura moldava

L’Aligoté e la rivoluzione di Constantin Mimi – Parte I

Strana storia, quella dell’Aligoté, una varietà a bacca bianca allevata in Borgogna sin dal XVII secolo, vissuta spesso all’ombra dello Chardonnay.

Un vitigno vigoroso, dalla produttività variabile, capace di dare vini di buona acidità, a volte più energici dello stesso Chardonnay, ma con rese molto inferiori e spesso inserito, dai produttori della Borgogna, in blend che di fatto confinano il vitigno nell’anonimato.

Incrocio naturale di Pinot e Gouais Blanc, l'Aligoté si può definire il "fratello" del Gamay e dello Chardonnay e di altri vitigni meno conosciuti. Il nome deriva probabilmente dalla parola “Gôt”, un sinonimo arcaico di Gouais Blanc, un tempo molto diffuso ma oggi quasi estinto.

Non è un vitigno facile da coltivare: in Francia, paese d’origine, ha persino una denominazione propria con il vino Bourgogne Aligoté. Il vino che ne deriva non viene ritenuto un vino di alta qualità, anche se l’Aligoté ha molte sfaccettature che lo rendono un bianco particolarmente piacevole, specie se utilizzato come vino da antipasto.

Un vitigno minore verrebbe da dire, secondo l’accettazione di una conformità di gusto per i vini più standardizzati come lo Chardonnay. Una definizione che potremmo accettare se non attribuissimo a questo concetto una connotazione negativa per la carenza di struttura e complessità del vino e considerassimo di fatto questi come aspetti e tratti distintivi del vitigno.

La maggior parte dei vini prodotti da Aligoté non prevede passaggi in barrique o maturazione mentre vengono prodotti perché danno il meglio quando sono giovani e freschi.

La caratteristica principale è la fresca acidità, che emerge con forza dal primo sorso: i suoi aromi, troppo delicati e fruttati, con sentori finali di frutta secca, non sopportano bene le barrique in rovere. In questi ultimi anni, i vini Aligoté in purezza stanno tuttavia recuperando terreno e porzioni di mercato grazie al loro rapporto qualità / prezzo.

E’ un vitigno molto popolare in Moldova e Romania, ma anche in Bulgaria, Ucraina, Georgia, Kazakistan, dove è utilizzato prevalentemente per la produzione di spumanti. In misura nettamente minore si trova anche in California e Cile.

In altre parole, l’Aligoté è l’Aligoté, con i suoi pregi e con i suoi limiti. Piaccia o non piaccia, “vale uno chardonnay”.

L’Aligoté è un vitigno che ci riporta indietro nel tempo, grazie a un personaggio decisamente unico che lo ha introdotto in Moldova e che è rimasto nella storia di questo Paese per l’importante ruolo che ha avuto nello sviluppo della viticoltura: Constantin A. Mimi.

Carlo Policano

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