Tradizioni e cultura29 novembre 2019

Manuc Bey – Parte II

Il Complesso storico-culturale di Hîncești

Manuc Bey – Parte II

Il Complesso architettonico storico Manuc Bey si trova nella città di Hîncești nella parte centro-occidentale della Repubblica Moldova: la proprietà, appartenuta a Ioniță Iamandi, venne acquistata dal mercante Manuc Bey nel 1816.

Sebbene porti il suo nome, il palazzo non fu costruito da Manuc Bey, morto poco dopo l'acquisto della tenuta, ma dai suoi successori: il figlio Murat (Ivan) che ha iniziato la costruzione della villa padronale e il nipote del diplomatico di nome Grigore che ha terminato le rispettive opere.

L’area, che in precedenza aveva una superficie di circa 10 ettari, ridottisi in seguito a tre, comprende il Palazzo del Principe (“Bey” significa Principe), la Casa Vechilului, la Casa Iamandi (Manuc Bey), il Castello di Сaccia (opera di Aleksander Bernardazzi), la Torre di guardia e la Casa contadina, aggiunta negli anni ’60 del secolo scorso. Fino al 1944 era presente anche la Chiesa armena, costruita da Bernardazzi all'incirca nel 1868, fatta saltare in aria dai militari russi quando le truppe sovietiche si ritirarono dal territorio della Moldova.

La seconda guerra mondiale causò gravi danni al complesso per i bombardamenti e per l’incendio appiccato all’edificio da parte dei russi in ritirata per distruggere il seminterrato pieno di munizioni. Nel dopoguerra il complesso fu usato in modo inappropriato come sede di istituzioni educative: l’uso errato e la mancanza di interventi di manutenzione degli edifici hanno reso la struttura in pericolo di scomparire.

Solo nel 1954 il Palazzo del Principe fu sottoposto a un primo restauro dopo l’approvazione del progetto dell'architetto generale di Chişinău, Robert Kurtz

Nel 1975 fu presa la decisione di trasformare il Castello di Caccia in Museo di Storia ed Etnografia, con oltre 20 mila reperti, mentre l’attuale palazzo fu adibito, dal 1965 fino al 1989, all’attività scolastica (Istituto di Costruzioni).

Con l'avvento della dinastia Manuc-Bey inizia per Hîncești un periodo di prosperità, espansione e rapido sviluppo della località. In breve tempo, Hîncești divenne un centro amministrativo, con nuove strade ed edifici: nel 1870 appare la prima scuola elementare per ragazzi e, nel 1872, viene aperto il primo ospedale, installata la prima linea telefonica Chişinău-Hîncești e costruite fabbriche di mattoni e vino, concerie e una biblioteca.

Come se non bastasse, nel 1986 l’intero complesso subisce gravi danni per il terremoto: il Collegio viene trasferito in un altro edificio vicino e il complesso storico-culturale Manuc Bey, dopo il 1989, diviene per anni un luogo dimenticato, vandalizzato e persino distrutto, pur essendo nel frattempo (1993) dichiarato monumento di architettura di importanza nazionale.

E solo nel 2012, su iniziativa del governo e dell'Accademia delle Scienze della Moldova, che viene creata una commissione costituita da rappresentanti dell'Agenzia Nazionale di Archeologia e dell'Istituto per i Beni Culturali: nell'ottobre 2013 viene firmata con l’Unione Europea la convenzione di sovvenzione per il restauro del complesso storico, attuato nel periodo 2014-2015 nel quadro di un programma per lo sviluppo del turismo transfrontaliero tra Romania, Repubblica Moldova e Ucraina.

Il 7 aprile 2017 avviene l’inaugurazione e l’apertura al pubblico del complesso.

Il restauro ha portato alla luce le tracce di costruzioni in mattoni e pietra, come un annesso sul lato est del Castello di caccia, due fontane di diverse forme e dimensioni, una parte della fondazione del muro che circondava il palazzo, due pozzi per la lavorazione della calce in cui sono stati trovati diversi elementi architettonici.

Di particolare interesse sono il tunnel e le vecchie cantine nelle aree adiacenti agli edifici storici, sui quali circolavano varie leggende.

Carlo Policano

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