Luoghi22 maggio 2025

Soviet Bus Stops, la “Grande Bellezza”

Tra tutte le reliquie dell’ex Unione sovietica, le fermate d’autobus, con le loro monumentali sculture, sono quelle più curiose

Soviet Bus Stops, la “Grande Bellezza”

Christopher Herwig ha viaggiato per oltre 30.000 km, con svariati mezzi di trasporto, in 13 Paesi dell’ex Unione Sovietica per scoprire e documentare, in 159 immagini scelte per il suo libro Soviet Bus Stops, il decadimento di questi tesori nascosti dell’arte moderna.

Dalle rive del Mar Nero all’interminabile steppa kazaka, passando per la Moldova, queste fermate degli autobus testimoniano l’intera gamma dell’arte pubblica risalente all’epoca sovietica.

Le fermate dei bus hanno rappresentato, per gli artisti e gli architetti dell’epoca sovietica, un terreno fertile di sperimentazione artistica che diede vita a una incredibile varietà di stili, dal brutalismo al simbolismo e ci permettono di dare uno sguardo nelle menti più creative di quel tempo.

Costruite senza vincoli di progettazione paesaggistica, atipiche e senza alcuna preoccupazione di bilancio, le fermate degli autobus rappresentano e documentano un certo periodo della storia dell’ex Unione sovietica. Molte di esse, probabilmente costruite con materiali non di primissima scelta, cominciano a risentire del peso degli anni. Non sappiamo se saranno restaurate o demolite. Di certo non meritano la nostra ironia.

Perché un regime monolitico, dove gli stessi principi dell’arte erano calati dall’alto, possa aver consentito queste bizzarre sculture? “Perché erano solo fermate d’autobus periferiche, un genere d’architettura minore che non metteva in discussione i canoni estetici del sistema”.

Nell’Urss soggetta alla censura, «artisti e architetti locali erano liberi di creare. Costruire fermate d’autobus era un mezzo per infrangere la monotonia della realtà sovietica e per valorizzare lo stile locale», sostiene Herwig.

Che quelle pensiline non fossero proprio funzionali e non servissero sempre a proteggere dalla pioggia o dal vento è un altro discorso. L’immaginazione aveva comunque potuto esprimersi. E l’attesa di una corriera sempre in ritardo era forse meno tediosa. «Sono stato affascinato dalle matrici comuniste di quelle opere, dalla loro collocazione in quegli spazi senza fine e spesso vuoti. Mi ha eccitato scoprire luoghi dove non sarei mai andato, senza questo progetto», dice Herwig.

Carlo Policano

Ultime news

giovedì 07 agosto
giovedì 31 luglio
Valul lui Traian, la “grande muraglia” moldava
Sulle tracce dell’Impero Romano quando finiva sulle rive del Danubio
lunedì 28 luglio
La Chiesa in legno, senza chiodi
Alle porte di Chişinău, un raro esempio di architettura popolare
mercoledì 23 luglio
La “Grotta Еmil Racoviţă”, una cavità da Guinness
Si trova in Moldova la terza grotta più grande d’Europa, un sito ancora tutta da scoprire.
lunedì 21 luglio
Bunker e basi sovietiche: i luoghi abbandonati del Comunismo
Fantasmi dell’impero, quello che resta della forza dell’Unione Sovietica in Moldova
venerdì 18 luglio
Il fiume Răut, molto più di un corso d'acqua
Culla di civiltà, “grande luogo dimenticato” di questo Paese
giovedì 17 luglio
Un lago a forma di cuore, in Moldova
Venite insieme a noi a scoprire questo luogo del tutto particolare
mercoledì 16 luglio
Fortezza di Soroca: la Castel del Monte della Moldova
Cosa è in realtà: una fortezza eretta a difesa di un territorio o un simbolo esoterico?
lunedì 14 luglio
“Turnul de Apa”, elegante sentinella della città
Un monumento di architettura industriale frutto della genialità di Alexander Bernardazzi
martedì 08 luglio
Il Parco Nazionale “Lacurile Prutului de Jos”
Un progetto di rilancio per valorizzare questi luoghi che custodiscono un immenso patrimonio di...
International editions:   Italiano | English | Russian | Română